PM 2.5 Firenze


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L'Unità Operativa di Biostatistica

ISPO  La UO Biostatistica è una Unità Operativa assistenziale a direzione universitaria. Il decreto che ne sancisce la costituzione risale al 4 aprile 2004; le strutture sono state acquisite nell’agosto 2004. Essa è regolamentata dal Protocollo d’intesa Regione-Università. Afferiscono alla UO ricercatori, titolari di assegno di ricerca, tecnici laureati e non laureati, dottorandi di ricerca e ricercatori o personale ISPO e consulenti con contratto di collaborazione.
Due sono le attività della UO: formazione e ricerca.

Comunicazione e percezione del rischio sanitario a Livorno


Nel 2010 l'Istituto Toscano Tumori ha finanziato all'Unità Operativa di Biostatistica un progetto di ricerca biennale dal titolo "EPIDEMIOLOGICAL AND STATISTICAL APPROACHES TO RISK COMMUNICATION IN AREAS AT HIGH ENVIRONMENTAL HAZARD" (responsabile del progetto: Dott.sa Michela Baccini).
Il progetto che è attualmente in corso e che si concluderà nel maggio 2013, consta di due fasi principali: l'analisi del profilo di salute della popolazione residente nell'area scelta come caso di studio, ovvero l'area dei comuni di Livorno-Collesalvetti; un'indagine campionaria sulla popolazione di Livorno, volta a capire quale sia il livello di comprensione dei cittadini di fronte alla comunicazione di risultati epidemiologici e statistici.

Introduzione al progetto

Sino dagli anni novanta, sta prendendo campo l’idea che l’informazione, l’ascolto e il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali in materia di ambiente e sviluppo siano centrali per una corretta comunicazione del rischio, che aiuti ad un approccio orizzontale e condiviso alle decisioni. La direttiva europea Seveso, che ha lo scopo di prevenire e controllare il verificarsi di incidenti legati ad attività industriali pericolose, stabilisce tra le altre cose l’obbligo di informare in modo appropriato ed efficace la popolazione riguardo ai possibili rischi connessi a tali attività.

In Italia, le esperienze di comunicazione del rischio in aree ad alta criticità ambientale, sono ancora poche ma virtuose. Esse si sono avvalse di competenze scientifiche e sociologiche al fine di migliorare il livello di informazione delle comunità residenti, aumentare la consapevolezza dei cittadini, risolvere o ridurre i conflitti, pianificare interventi sui territori coinvolti.

Il progetto si pone all’interno di questo filone, con l’intento di esplorare la complessità della comunicazione del rischio con riferimento all’area di Livorno, definita ad alto rischio in accordo alla direttiva Seveso, in quanto caratterizzata dalla presenza di diversi grandi impianti petrolchimici che alimentano attività industriali, di trasporto e deposito responsabili dell’emissione di sostanze nocive nell’aria, nell’acqua e nel suolo.

Profilo di salute della popolazione residente nell’area di Livorno-Collesalvetti: alcuni risultati

L’area di Livorno-Collesalvetti è uno dei 57 siti di bonifica di interesse nazionale (SIN) individuati a partire dalla Direttiva Seveso e successive modifiche. I criteri per l’individuazione dei SIN tengono conto delle caratteristiche del sito, delle quantità e della pericolosità degli inquinanti presenti, dell’impatto sanitario ed ecologico sull’ambiente circostante. A Livorno-Collesalvetti sono presenti numerosi impianti industriali e in particolare petrolchimici che emettono inquinanti la cui pericolosità è nota in letteratura. Diversi studi epidemiologici si sono interessati all’area in questione, evidenziando un eccesso di mortalità per tutte le cause e per cause specifiche. Si veda ad esempio il volume R Pirastu, I Iavarone, R Pasetto, A Zona, P Comba e Gruppo di lavoro SENTIERI. SENTIERI - Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento: RISULTATI. Epidemiologia e Prevenzione, 2011; 35 (5-6) Suppl. 4: 1-204.

Nell’ambito del progetto biennale “Epidemiological and Statistical Approaches to Risk Communication in Areas at High Environmental Hazard”, finanziato dall’Istituto Toscano Tumori all’Unità Operativa di Biostatistica dell’ISPO, progetto che si concluderà il 7 maggio 2013, è stato esaminato lo stato di salute della popolazione residente nell’area di Livorno-Collesalvetti negli anni più recenti (dal 1996 ad oggi) e ne è stata valutata l’evoluzione temporale a partire dagli anni 70. La mortalità e la prevalenza delle malattie sono stati studiati utilizzando dati di tipo amministrativo e secondo una procedura standardizzata, già impiegata in analoghe indagini sulle aree italiane definite a rischio dal Ministero dell’Ambiente. In particolare sono stati utilizzati i dati di mortalità ISTAT relativi al periodo 1971-2009 e i dati di ricovero ospedaliero dall’archivio regionale relativi al periodo 1996-2010.

Il profilo di salute della popolazione residente nei comuni di Livorno e Collesalvetti è stato messo a confronto con quello dell’intera Toscana. I risultati di tale valutazione hanno confermato un eccesso di rischio sanitario rispetto alla media regionale. Considerando gli ultimi tre anni disponibili (2007-2009), mentre la mortalità complessiva per gli uomini nell’area di Livorno-Collesalvetti è pari al livello regionale, per le donne la mortalità è maggiore del 5%, al netto del contributo dei fattori socioeconomici.
Se si restringe l’attenzione ai decessi per patologie tumorali, si stima un 5,1% di casi aggiuntivi rispetto alla media toscana per gli uomini e un 8,7% per le donne. Questo significa che 51 dei 1062 decessi per tumore negli uomini, osservati tra il 2007 e il 2009, sono imputabili alle condizioni specifiche di Livorno-Collesalvetti (escluse le specificità di tipo socio-economico). Lo stesso si dica per 69 degli 854 decessi per tumore registrati in quello stesso periodo tra le donne. In altre parole, la popolazione dell’area livornese subisce ogni anno un carico aggiuntivo di circa 17 morti per tumore tra gli uomini e 23 morti per tumore tra le donne, rispetto a quanto accade mediamente a livello regionale.

Per il sesso maschile i tumori in gioco sono il tumore della pleura (16 morti risparmiabili nel triennio 2007-2009), il tumore del fegato (14 decessi risparmiabili), il melanoma (5 decessi risparmiabili), i linfomi non Hodgkin (1 decesso risparmiabile) e il tumore del sistema nervoso centrale (4 decessi risparmiabili). Per il sesso femminile emergono il tumore del colon (12 decessi risparmiabili), il tumore del polmone (22 morti risparmiabili), il tumore della pleura (3 morti risparmiabili), il tumore della mammella (14 morti risparmiabili), il tumore dell’ovaio (10 morti risparmiabili), il tumori del sistema nervoso centrale (5 morti risparmiabili) e i linfomi non Hodgkin (7 morti risparmiabili). I risultati relativi alla mortalità sono confermati dall’analisi effettuata sulle schede di dimissione ospedaliera per il periodo 2007-2010. A Livorno-Collesalvetti il numero di ricoveri per tumore aggiuntivi rispetto alla media regionale è di 340 su un totale di 6118 (5,6%) negli uomini, e di 139 su un totale di 5809 nelle donne (2,4%), entrambe le valutazioni essendo al netto del contributo dei fattori socioeconomici. Si confermano le patologie tumorali già evidenziate per la mortalità. Si trova inoltre un eccesso di ricoveri per tumore alla tiroide in entrambi i sessi.
Riguardo alle patologie non tumorali, tra gli uomini si è stimato un eccesso di 16 morti rispetto alla media regionale per infarto del miocardio e un eccesso di 33 morti per le malattie croniche dell’apparato respiratorio. Nelle donne si è trovato un eccesso di morti per malattie del sistema circolatorio nel loro insieme (92 decessi in più all’atteso) e in particolare per infarto del miocardio (59 decessi).

Nel corso dei quaranta anni che vanno dal 1971 al 2009, la mortalità tra gli uomini nell’area di interesse ha mostrato la tendenza ad allinearsi alla media regionale, pur restandone leggermente al di sopra; questo declino è risultato meno evidente per la mortalità femminile. Andando invece più nello specifico delle differenti cause di morte, si riscontra che, per quanto riguarda le patologie tumorali (Figura 1), la mortalità a Livorno-Collesalvetti è rimasta costantemente sopra la media regionale (indicata in rosso) per entrambi i sessi, con una certa tendenza all’aumento nell’ultimo decennio. Anche le analisi relative ai ricoveri ospedalieri confermano un eccesso stabile di ricoveri per patologie tumorali, pur se limitatamente al periodo 1996-2010 (ricordiamo che non sono disponibili dati per gli anni precedenti al 1996). Eccessi di rischio persistenti nel tempo sono emersi anche per le malattie del sistema circolatorio, in particolare per infarto del miocardio, in entrambi i sessi e per le malattie dell’apparato digerente nelle donne.




Figura 1. Eccesso percentuale di mortalità per tumore a Livorno-Collesalvetti rispetto alla media regionale toscana (indicata dalla linea orizzontale rossa) nel periodo 1971-2009. Le bande tratteggiate rappresentano le bande di confidenza puntuali al 90%, che descrivono l’incertezza statistica attorno agli eccessi stimati.

L'indagine campionaria

L'indagine campionaria sulla comunicazione del rischio alla popolazione è partita a gennaio 2013 e si concluderà nel mese di maggio 2013. Ha coinvolto circa 600 cittadini di Livorno, i cui nominativi sono stati estratti a caso dalle liste anagrafiche comunali. Queste persone sono state o saranno contattate da un'intervistatrice per rispondere ad un breve questionario. L’obiettivo è capire se il modo in cui vengono usualmente comunicati i risultati degli studi epidemiologici è efficace e comprensibile alla popolazione.

L'indagine è stata approvata dal Comitato Etico Locale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer il 6 settembre 2010. Essa si svolge in ottemperanza al Decreto Legge N.196/03 sul trattamento dei dati personali e che qualsiasi informazione fornita sarà trattata in modo anonimo e in forma strettamente riservata. Ricordiamo inoltre che, sulla base del Decreto Legge N.322/89, i dati raccolti potranno essere utilizzati esclusivamente a fini statistici e non potranno essere comunicati ad altre istituzioni o persone se non elaborati e pubblicati sotto forma di tabelle e in modo tale che non sia possibile alcun riferimento individuale.

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